• Ven. Mar 1st, 2024

Amiâ Zena

Genova è la città più bella del mondo!

La Lanterna e il mistero dei messaggi perduti

Diwp_1070568

Lug 9, 2023

Ciao Pirati dei Ratti!!!

Non pensate anche voi che la lanterna possa nascondere centinai e centinaia di storie non tramandate che tiene nascoste all’interno delle sue mura? Forse le tiene racchiuse dentro di sé per rispetto o forse semplicemente molti dei misteri che conosce non sono stati tramandati in modo corretto e con il passare degli anni sono andate dimenticate.

Chissà se la seguente è una storia che è stata dimenticata per anni o se solo adesso la lanterna ha deciso di regalarci.

Buona lettura

Messaggi Perduti

Era una notte buia e tempestosa quando Carlo Pagano, un giovane ventenne, si trovava al suo posto come custode notturno della Lanterna di Genova. Mentre scrutava l’orizzonte, una luce fioca e tremolante catturò la sua attenzione. Riflessa nel mare agitato, sembrava provenire da una direzione remota. Affascinato e incuriosito, Carlo decise di seguire quella misteriosa luce.

Intraprese un pericoloso cammino, lungo le strette scale che scendevano lungo la scogliera che dalla lanterna portava al mare. La luce guidò Carlo attraverso le rocce scoscese finché finalmente, sulla battigia, trovò la fonte del riflesso: una bottiglia di vetro seminascosta tra i ciottoli. Con un gesto rapido, la raccolse, e il cuore gli balzò in gola quando notò un rotolo di pergamena arrotolato all’interno

Con un tremito di emozione e un pizzico di timore, Carlo srotolò il messaggio. Era una richiesta di aiuto, scritta da un ragazzo di nome Ramiro Pittaluga, coetaneo di Carlo. Il testo raccontava la storia di una spedizione navale diretta alle colonie americane, affondata durante una feroce tempesta. Ramiro aveva perso la vita insieme a molti altri membri dell’equipaggio, e la bottiglia con il suo messaggio era l’unica prova della loro tragica fine.

Carlo sentì una strana connessione con Ramiro. Decise di indagare sulla sorte del ragazzo e della sua spedizione. Fece ricerche presso i documenti portuali, interrogò i marinai locali e si immerse nella storia delle navigazioni del periodo. Scoprì che la nave di Ramiro era stata considerata perduta da anni, e che nessuno aveva mai avuto notizie dei sopravvissuti.

Le notti passavano e Carlo continuava a fare la sua solita ronda nella Lanterna di Genova. Ma adesso, ogni notte, attendeva con trepidazione la luce riflessa che gli indicava una nuova bottiglia. E ogni volta, senza fallire, trovava un messaggio che sembrava provenire da Ramiro. Così, con la strana speranza che le sue parole potessero raggiungere il ragazzo scomparso, Carlo iniziò a scrivere un messaggio da inserire in una bottiglia da inviare in mare.

Una notte, mentre era immerso nei suoi pensieri, Carlo vide nuovamente una luce misteriosa che danzava sulla superficie del mare. Il suo cuore balzò nel petto. Seguì il bagliore, sperando che quella bottiglia contenesse un altro messaggio da Ramiro. Raggiunse la costa e, con il respiro affannato, afferrò la bottiglia di vetro dalla sabbia fredda.

Con trepidazione, aprì il rotolo di pergamena e iniziò a leggere il messaggio inventato: “Carlo, so che stai cercando di raggiungermi. La mia anima è intrappolata tra due mondi, ma posso ancora rispondere ai tuoi messaggi. Non arrenderti, il nostro legame non è spezzato.”

Carlo rimase sbalordito. Come poteva essere possibile? Ramiro era morto anni prima, ma quel messaggio sembrava provenire dal suo stesso amico. L’idea di un mondo oltre la morte, dove le anime potevano comunicare, lo affascinava e lo spaventava allo stesso tempo.

Deciso a scoprire la verità, Carlo intensificò le sue ricerche. Studiò antichi testi, consultò gli esperti locali e si immerse nella conoscenza delle credenze e delle superstizioni del tempo. Scoprì leggende di spiriti intrappolati e di comunicazioni oltre la vita terrena. Ma ogni fonte si contraddiceva e la verità sembrava sfuggirgli.

Nel frattempo, le notti passavano e Carlo continuava a ricevere nuovi messaggi, tutti provenienti da Ramiro. Le parole di Carlo sembravano raggiungere l’aldilà, e le risposte di Ramiro lo tenevano in ansia. Ogni volta che apriva una nuova bottiglia, tremava di fronte alle parole scritte, che sembravano provenire direttamente dall’anima di Ramiro.

La tensione aumentava nel cuore di Carlo. Si sentiva ossessionato dai messaggi, incapace di distogliere lo sguardo dalle parole di Ramiro. La sua vita si stava concentrando solo su quelle bottiglie misteriose, lasciando il resto del mondo nell’ombra.

I decenni passavano e Carlo Pagano continuava il suo lavoro come custode notturno della Lanterna di Genova. La sua vita era ormai intrecciata con la storia di Ramiro Pittaluga, il ragazzo che aveva perso la vita nella tempesta che aveva affondato la nave carica di merci. Carlo e Ramiro si erano scambiati messaggi per anni, attraverso le bottiglie che Carlo trovava sulla spiaggia.

In ogni messaggio, Ramiro raccontava le sue disavventure, i giorni tormentati in mare aperto e la triste fine che aveva incontrato insieme agli altri membri dell’equipaggio. Carlo, con speranza e affetto, incoraggiava Ramiro a tornare a Genova, a riunirsi con i suoi cari e a trovare pace nel suo luogo di origine.

Carlo continuò la sua vita come custode della Lanterna, custodendo il faro che aveva un tempo guidato le navi lontane verso la sicurezza. Anche se il tempo aveva portato il cambiamento, lui rimaneva fedele al suo ruolo, al suo impegno e alla speranza di rivedere Ramiro, sia nella vita terrena che in quella oltre la morte.

Ma il tempo è implacabile, e alla fine Carlo chiuse gli occhi per l’ultima volta, lasciando la sua vita terrena alle spalle. I suoi cari, come segno di amore e speranza, decisero di onorare il suo desiderio di restare vicino a Ramiro. Raccolsero le sue ceneri e le misero in una bottiglia di vetro, sigillandola con cura. In una notte senza luna, si recarono al mare e posarono la bottiglia con le ceneri di Carlo sulla superficie dell’acqua.

La bottiglia scomparve tra le onde, portando con sé il messaggio finale di Carlo per il suo amico. La speranza era che, così come Carlo e Ramiro avevano scambiato messaggi per anni, il mare portasse anche le ceneri di Carlo verso l’aldilà, permettendo così ai due amici di riunirsi finalmente.

Le onde si agitavano, il vento sussurrava tra i rami degli alberi, ma il mare rimaneva in silenzio. Nessuna bottiglia riemersa, nessun messaggio di risposta. Il destino dei due amici rimase un mistero, nascosto nelle profondità dell’oceano.

La Lanterna di Genova continuò a vegliare sulla città e sul mare, mentre la storia di Carlo e Ramiro si tramandava come una leggenda. I pescatori parlavano delle bottiglie misteriose e dei messaggi che viaggiavano tra i mondi, alimentando la speranza di un legame che non poteva essere spezzato nemmeno dalla morte stessa.

E mentre il tempo passava e le storie si mescolavano con la fantasia, la Lanterna di Genova continuava a illuminare le notti, guidando i marinai verso la sicurezza e custodendo i segreti nascosti tra il mare e l’aldilà

Ciao a tutti Pirati!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *