• Mer. Nov 30th, 2022

Amiâ Zena

Genova è la città più bella del mondo!

La scorsa estate come altre volte, siamo stati in Sardegna al mare. Quando siamo li andiamo a fare il giro con le maschere e vediamo un mucchio di pesci! E a volte andiamo a pescare in porto.

Il porto dove andiamo non è come quello di Genova, ci sono poche barche e non entrano navi. L’acqua, a parte qualche piccola macchia, è così limpida che si vede il fondo! Lì ho conosciuto il mio amico G. di Varese, anche lui ha 10 anni ed era a pescare con suo papà! Da quel giorno siamo diventati grandi amici!

Poi ho conosciuto i pescatori che con i pescherecci escono di notte e tornano la mattina con i loro bottini. Ho conosciuto “Patate” un signore di Padova che tutte le volte che tornava a casa senza pesce diceva “oggi mangiamo patate!!!” Tutte persone gentili, tutti PIRATI DEI RATTI!!!

Questo è il racconto di quello che successe una notte in porto lo scorso agosto, spero che vi piaccia!

Era una tarda notte d’estate, il sole stava tramontando e spargeva tutti i suoi colori nel cielo e sul mare.

Era una serata molto calda, senza luna e un filo di vento faceva sbattere le sartie sugli alberi delle barche a vela.

Eravamo io, papà e il papà di G. Iniziammo a pescare e ad una certa ora chiamai la mia migliore amica G., passai circa mezz’ora al telefono con lei facendole vedere il porto in videochiamata e promettendole che se avessi pescato un bel pesce le avrei mandato la foto. Lei mi: “ intanto non prendete niente, ad ogni BUONA PESCA!” Lo disse apposta perché sa che porta sfortuna!

Assetto di pesca

Ad un certo punto verso le 11 di sera senza vedere nemmeno una tocca, decisi di andare a controllare le masse sparse per il porto. In una trovai dei piccoli saraghi, in un altra delle lumache e poi, vicino ad una barca che si chiamava “Mosé”, inizia a tirare su una nassa che era più pesante delle altre.

Dentro vidi un polpo grandissimo… mi misi a correre, anche se avevo le infradito che mi impedivano di andare veloce, andai da mio papà e gli dissi in un orecchio per la paura che mi sentisse qualche pescatore “papà, papà ho trovato un polpo in una nassa, lo prendiamo?”

Mio padre si mise a ridere e mi disse: “davvero hai trovato un polpo?” Io gli risposi di sì e lui mi disse: “ok corriamo a prenderlo prima che scappi, ma non fare casino che se ci becca Amedeo ci spara con la fiocina”

Polpo nella scatola

Tirammo fuori il polpo, lui cercava di scappare da tutte le parti, mio padre aveva paura di toccarlo! Il polpo si era attaccato con le ventose per terra e in due non riuscivamo a staccarlo. Ad un certo punto presi uno straccio e lo misi dentro al nostro secchio, ma lui cercava di scappare da tutte le parti. I tentacoli si appiccicavano alla pelle come delle ventose, era viscido e si muoveva tutto. Prendemmo una scatola di cartone e lo chiudemmo dentro… dopodiché andammo dal papà del mio amico che stava pescando.

Era il primo polpo che prendemmo, o meglio rubammo, così non sapevamo bene come comportarci. Così andai su internet e cercai “come uccidere i polpi”! Vedemmo un video (che faceva un po’ anogóscia) e cercammo di fare la stessa cosa, ma girare la testa ad un polpo a mani nude è difficile, scivola da tutte le parti! Così con uno straccio riuscimmo a girargli la testa, anche se papà aveva ancora paura che il polpo gli spruzzasse l’inchiostro negli occhi.

Dopo una lunga lotta, il polpo era nostro! Cercammo di pescare ancora qualcosa, ma per tutta la notte neanche una tocca, tutto fermo sia a fondo che a bolognese! Incredibile!!!

La stessa notte lo mettemmo in freezer e due giorni dopo cucinammo una buonissima insalata di polpo e patate!

So che fu una cosa da non fare, me lo disse anche papà, ma era la prima volta che vedevo un polpo così da vicino e così facile da prendere! Chiedo scusa al pescatore sardo a cui l’ho rubato!

Al timone

Un giorno vi racconterò quando cercammo di uccidere una murena che avevamo preso in una nassa nello stesso porto, sotto gli occhi dei pescatori che ridevano per come cercavamo di prenderla!

P.

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1 commento su “Il ladro di polpi…”

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