• Mer. Nov 30th, 2022

Amiâ Zena

Genova è la città più bella del mondo!

Ciao Pirati dei Ratti!!!
oggi voglio rubare lo spazio al Pirata Junior nel tentativo di spiegargli cosa ha rappresentato per me la tragedia del 11 Settembre 2001!
Gli abbiamo raccontato più volte quello che era successo, ma vorrei che rimanesse scritto in modo da non dimenticare mai… per mia volontà non verranno inserite foto per rispettare tutte le persone che in quel tragico giorno, e nei giorni successivo, persero la vita!

I miei bisnonni emigrarono negli stati uniti alla fine del 1800, all’epoca come si vede in molti film (ad esempio Titanic o la leggenda del pianista sull’oceano) si partiva con la nave, si stava a bordo in condizioni a volte disumane per un mese e una volta arrivati a destinazione si era obbligati a fare la quarantena prima di poter accedere in AMERICA.
Una volta arrivati negli USA, iniziarono a fare ogni lavoro possibile e immaginabile, e con una famiglia di conigli da mantenere (aveva 13 figli… se non ricordo male 🙂 ) ogni possibilità di lavoro era accettata!
I figli crebbero con l’educazione di una volta che forse oggi abbiamo perso, lavorare lavorare lavorare e con il tempo crearono la loro azienda di costruzioni che crebbe negli anni fino a diventare oggi un’azienda che fattura milioni di dollari… MA LO ZIO D’AMERICA CON LA VALIGIA PIENA DI DOLLARI non è mai venuto a trovarci 🙁 !

La prima volta che andai negli stati uniti a trovare i cugini di mia madre, figli e nipoti dei miei bisnonni, avevo esattamente l’età che ha oggi Pietro. Non era la prima volta in aereo, ma mi ricordo un viaggio allucinante e lunghissimo in mezzo a gente che fumava tutto il tempo… e sì, si poteva fumare ma soltanto da metà aereo alla coda… come se ci fosse stato un muro che non permetteva al fumo di passare dalla fila 20 alle file precedenti 😀
Non ricordo i dettagli di quel viaggio, se non i rumori, gli odori… la visita all’Empire State Building, la Statua della Libertà… e le bandiere americane che erano ovunque! e dimenticavo… le macchine, macchine assurde, enormi, lunghissime… per non parlare del garage del cugino Vittorio, che aveva una DELOREAN (la macchina di ritorno al futuro) e una PANTERA DE TOMASO!!!

Successivamente tornai a New York (e non solo) più volte, “vivendo” la città con amici, visitando parchi, musei, locali… assaporando una cosa che chi non è mai stato a New York non può capire… quei colori, quei sapori e quell’odore che è inspiegabile! Un pò come quando arrivi in sardegna, senti un profumo misto di mirto, terra bruciata, ibisco… inconfondibile

Andai ovviamente e visitare il WTC più volte, specialmente quando avevo 22/23 anni, avevo passato una decina di giorni a New York con amici e al 107° piano di una delle torri, c’era il WOW Windows On the World.
Il WOW era un ristorante che però la sera offriva aperitivi e feste per i giovani, ricordo che per gli universitari non statunitensi, l’ingresso era gratuito… non era eravamo universitari ma ci imbucavamo con amici 😀 C’era una vista incredibile che dominava tutta la città!

L’11 Settembre 2001, lo ricordo come fosse ieri, ero in ufficio al lavoro. Era passata la pausa pranzo, ad un certo punto un collega iniziò ad agitarsi e a dire a tutti che un aereo aveva avuto un incidente ed aveva colpito una delle torri gemelle. Tutti eravamo convinti che qualche piccolo aero da turismo avesse avuto un incidente e iniziammo a seguire le informazioni su internet.
Dopo qualche minuto andammo nella sala riunioni e accendemmo la TV. Uno scenario incredibile, vedevamo quelle immagini dell’aereo che passava sopra la testa dei passanti e colpiva la torre lasciando una BOLLA DI FUOCO impressionate.
Tutti iniziammo a chiamare, amici, parenti, clienti e fornitori per sapere cosa fosse successo. La prima persona che provai a contattare era la cucina Lola, ma il telefono non dava segni di vita. Il marito di Lola, lo zio Howard, faceva l’avvocato a NY ed aveva uno studio con molti dipendenti proprio al WTC. Provai a chiamare i cugini a New York, in Florida e il mio amico di Boston, ma nulla i telefoni erano come inesistenti.
Dopo circa 1 ora la TV trasmise in diretta lo schianto del secondo aereo. In ufficio era il panico totale…
C’era chi provava a chiamare inutilmente. L’azienda per al quale lavoravo aveva una filiale in Florida, provammo a chiamare, mandare mail ma nessuno rispondeva.
A un certo punto decisi di andare a casa e cercare di contattare tutti da li. Ero davanti alla TV mentre la prima torre collassò. Chiamai mia moglie, era in centro davanti ad una vetrina a guardare quelle immagini. Ricordo uno stato di angoscia e impotenza.
Vedere quelle immagini, i fogli di carta che volavano dalle finestre i rumori delle sirene e degli elicotteri e poi ad un certo punto una scena raccapricciante: una cosa scura indefinita che volava giù dai piani alti! Era una persona che nel disperato tentativo di non morire bruciato vivo si era buttato dalla finestra… e così molti altri!
E poi il crollo delle torri, di alcuni palazzi adiacenti, il polverone infinito, i pompieri, una scena surreale!
Dopo diverse ore le telecomunicazioni furono ripristinate e iniziammo a contattare tutti i parenti e amici sparsi in tutti gli Stati Uniti.
La preoccupazione ovviamente era per tutti i cugini, nipoti che in un modo o nell’altro sapevamo potessero essere li.
Lo zio Howard, venimmo a sapere dopo tempo che quella mattina doveva essere in ufficio ma la sera prima un collega lo chiamò per chiedergli se poteva seguire una causa in tribunale al posto suo perché non stava bene… il destino, se quel giorno fosse andato in ufficio chissà…

Io e mia moglie andammo a New York in vacanza nel agosto del 2003. Ovviamente decidemmo di andare a “visitare” Ground Zero, il luogo dove prima sorgevano le torri gemelle. Ricordavo benissimo che per andare al WTC prendevo sempre la metro, scendevo nei fondi delle torri e poi salivo al 107°… ma quella stazione non esisteva più!
Scendemmo qualche stazione prima del quartiere dove c’erano le torri, regnava una specie di rumore silenzioso irreale. Le persone camminavano con calma quasi fosse una processione, girato l’angolo dietro ad un palazzo dal quale prima si vedevano le torri, alzai lo sguardo per ammirare come sempre i grattacieli di vetro luccicanti, ma non c’era nulla…
Un’enorme spazio, che prima non esisteva, come se avessero creato un campo da calcio 10 volte più grande di MARASSI. Si sentivano i rumore dei cicalini delle ruspe, un lungo muro sulla nostra destra, fatto di legni evitava alle persone di guardare il grande “cratere” che il disastro aveva lasciato, alla nostra sinistra una lunga cancellata piena di scritte, bandiere, foto di uomini donne e bambini.
Arrivammo nel punto dal quale era possibile vedere il grande vuoto GROUND ZERO. Una cosa impressionante, profondo decine di metri, in un lato del grande CUBO VUOTO scavato nel terreno, si vedevano ancora alcuni tunnel della metropolitana che arrivava al WTC.

Si potrebbero raccontare e dire altre mille cose su quella giornata, compresi i racconti dei parenti vigili del fuoco che pur abitando a Boston erano tutti corsi per aiutare; ma il mio intento non è quello di raccontare ciò che tutti sanno ma lasciare una piccola impronta e una grande curiosità di approfondire quello che successe della piccola grande testa di Pietro, sperando che ogni tanto venga a chiedermi di approfondire gli aspetti di questa tragedia.

So che è difficile far capire cosa si prova in una situazione simile, e so che a Pietro non potrò mai far capire in pieno quello che provai. Forse molti di voi lo hanno vissuto nello stesso modo, e chi ha “vissuto” la tragedia del Morandi può capire cosa significa perdere una cosa che non ti appartiene me che è parte di te e della tua vita!

Un caro saluto a tutti, il Pirata Senior!

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